Una sitcom di ruolo di Avery Alder
Avery Alder (autrice di Cuori di Mostro, The Quiet Year, Sogni distanti/Sogni contorti, Abnormal, Ribbon Drive) torna con un gioco geniale e incredibilmente semplice, una brillante sitcom di ruolo dal ritmo serrato.
Ispirato a sitcom come 2 Broke Girls , Tre Cuori in Affitto (Three’s Company), Disokkupati e Friends, Tutto x Tutto racconta le vicende di un gruppo di coinquilini alle prese con una spesa imprevista e la difficile impresa di racimolare i soldi necessari.
Si sceglie uno dei 12 personaggi, ognuno con le proprie manie e stranezze, e si inizia subito a giocare. Verranno concepidi die (diabolici?) piani per affrontare la spesa, ma sono uno si concluderà positivamente salvando la situazione. Il che ci riporta al via: con i coinquilini che riescono malapena a sbarcare il lunario.
Tra bollette non pagate, lavori improbabili e decisioni discutibili, la vita non è mai stata così… disastratamente divertente.
Il parere di Michele
Tutto x Tutto è una delle poche volte che potrei dire che un gioco di ruolo può essere un “fillerino” (qui inteso senza accezioni negative). Può essere spiegato nello stesso tempo in cui si spiegano le regole di Zombie Dice o Dobble e si riesce a chiudere una partita in tempi estremamente rapidi. E si finisce per fare più puntate (questa è l’ultima, prometto), ma questo è un altro discorso.
A me la premessa ha subito ricordato Disokkupati. È una fiction comica della Rai che racconta di gente che cerca lavoro e sbarca il lunario in maniera (molto) creativa. Per trovare uno spezzone con l’iconico frigorifero, l’ho cercato su youtube. Da un lato la patina dei ricordi lo aveva molto migliorato (o sono io che l’ho guardato con un occhio di qualche decennio più cinico). E ho notato che è stato scritto fra gli altri da Amurri, autore di uno dei libri che mi hanno più fatto ridere (Come ammazzare la moglie e perché – che era profetico anche se all’epoca non lo sapevo ). Con l’occhio di adesso ho visto anche che c’erano un sacco di attori comici tuttora su piazza, ma non sono stato in grado di ricordarmi se all’epoca erano già famosi o sono stati “bagaglinati” successivamente (per dire, nell’episodio linkato c’è anche l’attore che avrebbe poi fatto Lopez in Bosis).
Superato questo trip nella nostalgia, lasciatemi dire che il gioco è semplicemente geniale.
Due regole (di numero) e forse 5 minuti per spiegarle. E poi si parte di volata. Siccome ho un debole per la commedia (ed per i buddy movie) io ho sempre comprato tutti i giochi che mi promettevano di “fare ridere”. Ma nessuno ha mantenuto le sue promesse. Per quanto – per esempio – Tale from the Floating Vagabond fosse divertentissimo da leggere e ti sembrasse perfettamente sensato, al tavolo tracollava. Cioè: diventava simile a D&D che “faceva ridere”, né più né meno di D&D.
Trovare scritto nel manuale che per far ridere non devi provare a fare ridere è stata la cosa che mi ha immediatamente impressionato ed ha anche portato a galla n-ore di lezioni di impro (in cui più insegnanti hanno provato – senza grossi risultati – a insegnarmi a stare sul palco) in cui questo era un tema ricorrente.
Le regole creeranno le situazioni. Fidatevi del gioco.
Il vostro affezionato vicino


















